Domande & Risposte
In spiaggia: regole di comportamento e divieti.
"Come ogni anno in spiaggia è diventato un’impresa godersi un po’ di relax. Improvvisati campi da calcio sulla battigia, con pallonate da finale dei mondiali e se osi lamentarti per esser stato colpito o perché ti stanno saltando sull’asciugamano, ti tocca litigare. Ma non c’era una disposizione che vietava i giochi sulla riva del mare?" Lettera firmata.
In Italia le norme e le disposizioni abbondano, purtroppo mancano il loro rispetto e applicazione: molti ignorano che sono previste multe piuttosto alte anche per piccole infrazioni.
Nel Codice della Navigazione c’è un Regio Decreto 327/42 che prevede, all’articolo 1164, una sanzione di oltre mille euro (aggiornate all’oggi, naturalmente) per "chiunque non osserva una disposizione, ovvero un provvedimento legalmente dato dall’autorita' competente relativamente all’uso del demanio o delle zone portuali". Sempre secondo l’art. 28 del Codice, fanno parte del demanio marittimo: il lido, la spiaggia, i porti, le rade; le lagune, le foci dei fiumi che sboccano in mare, i bacini di acqua salsa o salmastra che almeno durante una parte dell' anno comunicano liberamente col mare; i canali utilizzabili ad uso pubblico marittimo.
Le spiagge, dunque, sono demaniali, cioè di proprieta' dello Stato, demandate a regioni e comuni e in gran parte date in concessione a gestori. Sulle spiagge non è consentito l'accesso e la sosta agli animali, se non previsto e ben indicato da un cartello. E' vietato giocare a pallone, a racchette o altri giochi che possano arrecare disturbo ai bagnanti, a meno che non ci siano aree allestite.
Non è, comunque, la legge a precisare cosa si puo' fare o non fare. La disciplina delle attività balneari è in genere di competenza comunale, che vi provvede tramite ordinanza.
Mentre, a dettare le norme specifiche per la disciplina dell’esercizio delle attività balneari per gli aspetti connessi all’apprestamento dei servizi di salvataggio e di primo soccorso, alla sicurezza per la balneazione dei fruitori delle spiagge, alla regolamentazione dell’uso degli specchi acquei lungo il litorale del Circondario Marittimo sono le Capitanerie di Porto.
Chiariamo quindi che, se anche negli stabilimenti balneari o nelle strutture organizzate non si trovano cartelli di divieto, ciò non significa che in quel tratto di spiaggia non sia vietato portare il cane in spiaggia, o giocare al pallone (pallavolo, racchettoni, ecc.). Le pertinenze della battigia, i 300 metri per gli acquascooter ecc. permangono e con essi i divieti e le conseguenti multe applicabili ai trasgressori.
Le ordinanze in oggetto, inoltre, precisano anche che occorre lasciare un "corridoio" tra uno stabilimento e l'altro per l’accesso gratuito alla spiaggia demaniale, ma tale disposizione varia da zona a zona, oppure non viene fatta applicare.
Sono cinque i metri dalla battigia che devono sempre rimanere liberi, indipendentemente dallo stabilimento balneare che paga una concessione demaniale. Però attenzione non c’è nessuna norma che dice che siano 5 metri, decidono infatti le singole Capitanerie di porto, viste le dimensioni delle spiagge. Quello spazio è destinato al transito o sosta temporanea e non consente di fermarsi stabilmente o di impiantarsi con il kit da mare, anche perchè quello spazio deve essere in primo luogo per agevolare il passaggio e le operazioni di soccorso in mare.
Facile informarsi sulle norme vigenti sulle proprie spiagge, più difficile ahimè invocarne l’applicazione e il rispetto. La segnalazione alle autorità competenti, continua e da parte di tutti, delle violazioni di cui si è testimoni, è auspicabile per un miglioramento della qualità della nostra vita.
A cura dell'Avv. Claudia Benvenuti